Il profilo dell’Europeista medio

europeista

Dopo centinaia di discussioni con il soggetto, posso delineare con certezza empirica le caratteristiche principali dell’Europeista medio, anche detto “euroinomane“.

1. IGNORANTE

Pur essendo fortemente convinto del contrario, l’Europeista è generalmente una capra. Soprattutto in due materie: economia e Storia. Riguardo alla prima, basti pensare che egli è convinto che lo Stato sia come una famiglia che non si deve indebitare, che stampare soldi equivalga a bestemmiare in chiesa, che l’inflazione sia una malattia esotica incurabile e che sia giusto tagliare la spesa pubblica per aumentare il PIL. Sulla Storia, poi, si toccano livelli di ignoranza straordinari: dai 70 anni di pace che ci avrebbe dato l’Europa (invece dell’occupazione militare americana post-bellica) a tutte le scemenze globaliste sull’assenza di identità (con annessa esaltazione della distruzione degli stati), fino alla revisione storica in salsa europeista che arriva ad insozzare persino l’antichità (Traiano che sogna l’idea di Europa…giuro). Insomma, una pagella finale che recita impietosamente: rimandato a Settembre.

2. ARROGANTE

L’Europeista, nel momento in cui intuisce la tua avversione alla UE e all’Euro, si pone immediatamente su di un piedistallo virtuale: lui è il pacato, acculturato e moderno progressista, tu il facinoroso, zoticone e retrogrado populista. Tempo 2 minuti ed ogni sua freccia finisce contro un muro di dati inoppugnabili, spezzandosi come un grissino. A questo punto, messo alle strette, l’europeista perde le staffe. Nella sua testa, piena di certezze inoppugnabili, forgiata nel convenzionalismo più acritico, egli è dalla parte giusta della Storia, dell’evoluzione umana, dunque non può essere contraddetto. Ed eccolo quindi sputarti addosso ogni insulto possibile, ogni etichetta imparata a memoria dal tg serale: fascista, razzista, xenofobo… L’euroinomane non conosce neppure il significato di tali termini. Sa solo, dogmaticamente, che essi descrivono senza ombra di dubbio chiunque si opponga al sublime sogno europeo. E poi la chiosa finale, l’arringa contro il suffragio universale che permette a tutti di votare e che lui, difensore della democrazia, vorrebbe tanto abolire. L’immagine del soggetto con la scheda elettorale in mano ti passa in quel momento per la mente, sollenticandoti l’idea…

3. RAZZISTA

Anche qui, l’Europeista è fermamente certo dell’esatto opposto. Lui combatte i razzismi e le intolleranze, sono gli altri che fanno parte del Ku Klux Klan. Tuttavia, basta sentirlo parlare della questione dei migranti ed ecco che, magicamente, i ruoli si invertono. Perchè per il fan di Bruxelles è più che accettabile che gli africani vengano qui a “fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare” come raccogliere pomodori nei campi. I fratelli algerini, i cugini congolesi e gli zii nigeriani sono perfetti per noi: si spezzano la schiena senza rompere le palle, fanno figli (perchè gli italiani, stranamente, non ne fanno più) e aiutano a scurire quella brutta pellaccia bianca di cui dovremmo tutti vergognarci (quest’ultima follia è recentemente stata mutuata dai liberal americani, i peggiori sulla Terra). Il nero poi deve ricalcare l’immagine stereotipata del povero migrante in difficoltà che chiede la cancellazione delle frontiere. Di fronte alle eccezioni, come il senatore di colore leghista Toni Iwobi, si può tranquillamente parlare di “negro da giardino”. Una carrellata di idee puramente razziste, spacciate per progressismo tollerante.

4. AUTORAZZISTA

Di questo aspetto non solo l’Europeista è consapevole, ma ne va persino fiero. Gli italiani, per come la vede lui (o meglio, per come la vedono altri per lui), sono tutti incapaci, corrotti, ignoranti, arretrati e ladri. Se un tale tentativo di generalizzazione fosse tentato su un qualsiasi altro popolo, l’euroinomane sbotterebbe urlando ed ergendosi a protettore della verità. Con gli italiani invece si può andare giù pesante. Questo atteggiamento è in linea col racconto fallace della realtà al quale il soggetto in questione crede ciecamente: l’Italia non cresce ed è in crisi perchè è abitata da trogloditi inferiori agli altri popoli, soprattutto a quelli del Nord. Ovviamente, ad ogni dichiarazione di disprezzo nei confronti della “Italietta” e degli “italioti”, va sempre aggiunto un sottointeso “tranne me”. Ogni tentativo di far ragionare il nostro lobotomizzato, mettendo sul tavolo dati e prove che dimostrino il contrario, dovrà tener conto del punto 1 e sortirà dunque l’effetto descritto nel punto 2.

5. ANTIDEMOCRATICO

Arriviamo infine all’ultimo aspetto, l’ultima caratteristica dell’Europeista: la sua intrinseca avversione alla democrazia. Non solo riguardo al voto esteso a tutta la cittadinanza, ma persino sulla forma di governo in sé. La propaganda neoliberista è stata così efficace su di lui da trasmettergli quella stessa, identica ostilità dell’oligarchia finanziaria verso i cittadini comuni, la plebe rivoltante. L’Europeista sogna quindi una democrazia senza popolo. Applaude ad ogni iniziativa che snobbi e bypassi l’espressione della volontà del popolo, della sua sovranità. È giusto delegare ogni decisione all’esterno, meglio ancora all’estero, ai grandi tecnocrati europei, di cui non va messa in discussione neppure una sillaba. Lo Stato, secondo la visione oligarchica abbracciata dall’euroinomane, va ridotto ai minimi termini perchè inutile e “anacronistico”. Lo ha detto Monti, che non urla, parla bene e viene dalla Bocconi.

Ora, analizzate i commenti, i post e le esternazioni del soggetto da me descritto, e potrete ritrovare tutti e 5 punti elencati qua sopra.

E capirete perchè questa guerra di liberazione nazionale è innanzitutto una guerra di liberazione mentale.

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