Il mantra autorazzista

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Un ragazzo dell’ultima generazione in Italia è cresciuto sentendosi ripetere tutti i giorni un mantra autorazzista che suona così:

– Sei italiano, quindi corrotto di natura e inferiore ai tuoi coetanei europei. Sei in debito per colpa dei tuoi genitori e dei tuoi nonni, che hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità. Odiali, allontanati da loro. La famiglia stessa è una prigione.

– L’Unione Europea è giusta, meravigliosa ed eterna. Fuori da essa c’è caos e distruzione. Non ascoltare chi ti dice il contrario: è un populista ed un ignorante. Fidati dei media, guarda come fila il discorso.

– Il popolo è una massa informe di parassiti. Non lottare per esso, non vi appartieni. Pensa solo a te stesso. La cultura non serve a nulla, impara una cosa, falla bene e mettiti in vendita sul mercato del lavoro. Se non lavori non sei competitivo, se non sei competitivo non vali nulla.

– Lascia il tuo Paese. L’identità è roba da fascisti. Gli stati spariranno presto. La Storia è solo una lunga sequela di offese ai danni delle minoranze. Sei un cittadino del mondo. Impara l’inglese e vattene.

Molti hanno capito quanto fosse velenoso questo mantra. Altri lo hanno recepito in pieno, trasformandolo in una silenziosa preghiera quotidiana. La differenza la si vede in questi giorni di attacchi multipli all’Italia: c’è chi combatte per fermarli e chi, con il sorriso, osserva compiaciuto.

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