Il futuro del Governo? Navighiamo a vista.

governo crisi

Ho rinunciato da tempo a cercare di fare previsioni sul futuro del Governo e del quadro politico in generale.

Si vive alla giornata, purtroppo. Questa è la verità. Si possono tutt’al più individuare dei trend.

Leggo le più disparate analisi su ciò che “sicuramente avverrà”. C’è chi parla di rimpasto, chi di governo tecnico, chi di Conte bis, chi di elezioni anticipate. E tutti, sotto sotto, sperano di azzeccarci per poter annunciare “velavevodetto!”

Per quanto mi riguarda, vedo solo tre costanti in Italia, in un mare di variabili:

1) Gli elettori “de sinistra” non hanno capito nulla e non capiranno mai nulla. Sono astronauti spersi nello spazio cosmico, totalmente alla deriva e intenti a delirare a causa della mancanza di ossigeno. Con la loro tuta fatta di fogli di Repubblica, roteano via in assenza di gravità. Non sono tra noi. E gli va benissimo. Lasciate che vengano inghiottiti dal buio.

2) I “grillini” sono divisi in chi ha conosciuto il Movimento delle origini (rivoluzionario, barricadiero, innovativo) e chi è entrato nel Movimento attuale (moderato, vittimista, confuso). I primi chiedono a gran voce che si riparta dalla base e dalle idee iniziali. I secondi sono tifosi refrattari a qualsiasi ripensamento e rischiano di finire come quelli del punto 1, con Il Fatto Quotidiano al posto di Repubblica.

3) L’universo Sovranista italiano vanta nel complesso parecchie persone valide (economisti, scrittori, politici…) e qualche bimbominkia isterico. Il problema è che non ha ancora trovato una quadra. Spesso nascono focolai inutili tra posizioni simili ma non affini, affini ma non identiche, identiche ma non amiche. Un brutto vizio italico su cui, a quanto pare, c’è ancora da lavorare.

Intanto il mondo va avanti e mostra palesi crepe nell’ordinamento vigente. Stiamo assistendo ad un movimento tellurico epocale che abbraccia la politica, l’ambiente, l’energia, la società, l’economia.

Quindi scegliete la vostra battaglia personale e portatela avanti. Purché cambi tutto e non solo la vostra singola esistenza. Aggregate persone, aggregate talenti, aggregate idee.

Valutate chi supportare e lasciate perdere chi si professa Nostradamus. Anche lui, un mattino, aprirà gli occhi e vedrà un mondo che non è mai stato in grado di prevedere.

Come dice Verdone in Gallo Cedrone: “tu arrivi la mattina col caffellatte in mano e la vestaglia, ti guardi intorno e dici: ma ‘ndo cazzo sto?”

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