Così cadde il Movimento 5 Stelle

così cadde il movimento 5 stelle

Caro Movimento 5 Stelle,

Sai cosa hai appena fatto?

Ti sei appena messo con i più fanatici sostenitori della macelleria sociale compiuta in nome dei mercati e dello Spread. Adoratori delle agenzie di rating e delle grandi banche, amanti ciechi delle ricette economiche suicide con cui la quarta potenza mondiale è stata scaraventata in un incubo di povertà e disoccupazione.

Ti sei appena messo con chi considera giusto che interi popoli siano massacrati sull’altare dell’austerity. Invasati che indicano la spesa pubblica come peccato mortale e invocano lo smantellamento dello stato sociale per rassicurare speculatori e investitori, burocrati e strozzini internazionali.

Ti sei appena messo con i servi fedeli del Bilderberg, della Trilaterale, di Davos e di qualsiasi gruppo di potere agisca lontano dal volere popolare e ambisca a schiacciarlo. Assidui ascoltatori di Juncker, Moscovici e Oettinger. Gentaglia che vede in individui come Monti, Draghi e Prodi esempi da seguire. E in uno squalo come George Soros un filantropo da applaudire.

Ti sei appena messo con i nemici giurati di tutto ciò che è Italia. Della sua Storia, della sua cultura, della sua identità, delle sue radici, dei suoi confini, dei suoi cittadini. Esterofili malati pronti a sventolare tricolori francesi in ossequio a Macron, mentre sognano di vedere l’odiata “italietta” divenire un’appendice morta della divina Europa. Infaticabili lustrascarpe dello straniero, in un tintinnare di Légion d’honneur.

Ti sei appena messo con i tifosi dell’immigrazione di massa scriteriata, incontrollata, glorificata. Una nuova tratta dei neri mascherata da operazione umanitaria. Un calderone di interessi in cui galleggia il Vaticano, la mafia nigeriana, le coop rosse, le ONG, gli scafisti e l’enorme macchina mediatica e finanziaria che vi si abbevera. E si spacchino la schiena, questi neri, che i pomodori non si colgono da soli.

Ti sei appena messo con chi sale a bordo di chi viola le nostre acque territoriali speronando i nostri militari, con chi va a sincerarsi delle condizioni degli assassini di un carabiniere, con chi guarda schifato il passaggio dei paracadutisti della Folgore.

Ti sei appena messo con globalisti che sognano l’essere umano del futuro come un ibrido solitario senza identità perennemente indebitato, vagabondo nel mondo, precario nel lavoro e negli affetti, privato di qualsiasi tutela o diritto sociale, ma liberissimo di sposarsi un albero.

Ti sei appena messo con il partito di Bibbiano. Che non è solo uno scandalo mostruoso di affidi illeciti e bambini strappati alle loro famiglie, ma anche e soprattutto un abisso ideologico di guerra alla famiglia tradizionale. Giovani vittime sottoposte a lavaggio del cervello ed elettroshock perché finissero per odiare la propria madre e il proprio padre, o meglio, il Genitore 1 e il Genitore 2.

Ti sei appena messo con i maestri del fango, della censura e della mistificazione. Una mafia che abbraccia con i suoi tentacoli le redazioni dei giornali, i salotti televisivi, il mondo della “cultura” e dello spettacolo, fino alle aule dei magistrati. E stritola senza pietà ogni dissenso.

Ti sei appena messo con chi disprezza il voto e la democrazia. Tronfi radical chic disgustati dal suffragio universale e dediti a strillare al pericolo fascismo mentre invocano la morte e l’oscuramento di chi non li venera. Squadristi travestiti da vittime, dittatori del pensiero unico a reti unificate.

Ti sei appena messo con i demolitori della sovranità del popolo italiano. Con chi voleva stuprare la nostra Costituzione nel 2016, in ossequio a chi vedeva nelle sue pagine un ostacolo allo trapotere del capitale sulle nostre vite. Proprio tu, che dicevi di difenderla.

Ti sei appena messo con il Partito Democratico. Tanto basta.

Eri sul ciglio di un burrone. Potevi voltarti e allontanarti, trasformare il pericolo in un’occasione di crescita, trovare nell’esitazione una lezione, tornare a parlare con te stesso.

Hai scelto di fare un passo in avanti e cadere nel vuoto. Non era necessario. Non era inevitabile. Lo sai bene: nessuno ti ha spinto.

Era tua intenzione sin dall’inizio? Era questo salto finale la tua missione? Chissà. Ma d’altronde, ora, che importanza ha?

E allora cadi verso il basso. In silenzio, giù dritto, come un sasso. E che una sola, ultima parola accompagni la tua caduta. La stessa parola con cui venisti al mondo:

Vaffanculo.

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